SSD, SSD NVMe o HDD? Cosa scegliere?

SSD, SSD NVMe o HDD? Cosa scegliere?

Gli SSD oggi sono lo standard de facto, qualunque computer ne è dotato e le ragioni sono più che buone.

Gli SSD non sono affatto una novità, si crede che furono concepiti e presentati la prima volta come modello da 45MB da Storage Technology Corporation nel lontano 1978, quindi 45 anni fa al momento in cui pubblichiamo questo articolo informativo, pare che furono poi presentati la prima volta in formato commerciale da 2,5" e taglio da 20MB da Sandisk nel 1991, oltre 30 anni fa.

Come si capisce dunque gli SSD in pratica sono sempre stati disponibili per imprese ed industrie, non erano conosciuti dal grande pubblico semplicemente per questioni di prezzo, troppo alto sin a qualche anno fa.

Da quando i prezzi sono divenuti accessibili nell'ultima decade gli SSD hanno preso piede in maniera rapida ed incessante, ora a distanza di pochi anni sono i dischi più diffusi e ricercati, senza dubbio lo standard de facto del momento.

Quali sono i motivi?

Senza dubbio nonostante il prezzo più alto e la vita utile relativamente limitata ciò che rendono gli SSD appetibili e così ricercati sono le seguenti caratteristiche che li contraddistinguono in paragone ai classici hard disk elettromeccanici:

  • Elevata velocità di funzionamento
  • Minor inclinazione a guastarsi, non ci sono parti meccaniche in movimento
  • Basso consumo energetico
  • Nessun rumore emesso, come detto sopra non hanno motori
  • Basso peso ed ingombro minimo (il formato classico è mantenuto solo per questioni pratiche, di per se privi di scocca protettiva classica standard dei dischi rigidi tradizionali possono essere molto sottili e piccoli, sono infatti schede elettroniche che montano dei chip di particolari tipi di memoria non volatile riscrivibili)

Se i dischi SSD offrono tutti questi notevoli vantaggi, perché ancora oggi i dischi classici elettromeccanici HDD non sono stati completamente soppiantati?

I dischi SSD non offrono solo vantaggi, presentano anche delle criticità, le più importanti sono le seguenti:

  • Costo per GB discretamente superiore, i prezzi sono calati negli ultimi anni, ma continuano ad essere la tipologia di dischi più costosa
  • Vita media utile limitata e definita, i chip dei dischi SSD non possono essere riscritti a piacere un numero infinito di volte, al contrario questi possono essere riscritti un numero determinato di volte, non tantissime purtroppo, ad esempio i primi chip NAND utilizzati quando hanno cominciato ad essere diffusi per il grande pubblico il numero massimo di riscritture di ciascuna "cella di memoria" era di 10000 volte, quindi dipendendo anche dalla grandezza del disco e dal tipo di utilizzo che ne viene fatto la durata può essere anche molto breve, ad esempio un paio di anni di utilizzo mediamente intensivo.
  • Per via del numero limitato di riscritture ed il costo l’utilizzo di questi dischi per certi tipi di applicazioni è decisamente sconveniente salvo che non sia giustificato da un elevata remunerazione derivante dai lavori svolti con il sistema.

Come si capisce dunque i dischi SSD sono certamente utilissimi e per questo vanno per la maggiore, tuttavia non risolvono tutte le problematiche in tutti i campi applicativi ed in vari casi non risultano convenienti.

Come decidere dunque che dischi adottare in un PC nuovo o per migliorare un vecchio PC?

Gli scenari possibili sono veramente molti, quindi una buona risposta specifica per un determinato caso può solo scaturire da un attenta analisi dello stesso, tuttavia in linea di massima innanzitutto bisogna considerare il tipo di computer che ci occorre e lo scopo d'uso, dopodiché si può dire quanto segue.

PC portatili, notebook, laptop, ultra portatili e dispositivi mobili che in genere fanno uso di batterie.

Se ci si orienta verso PC portatili senza dubbio conviene sempre propendere per i dischi SSD, specialmente se il portatile ad esempio verrà usato spesso senza alimentazione da rete elettrica e permette di installare un secondo hard disk per i dati, quest'ultimo senza dubbio per via del basso consumo energetico che impone converrà che sia un disco SSD.

Un altro importante motivo per scegliere sempre dischi SSD per i portatili è che questi sono molto resistenti agli urti, quindi se per caso il notebook cade è inverosimile che si perdano anche i dati nei dischi SSD, mentre se questi fossero elettromeccanici HDD la probabilità di un guasto degli stessi e la perdita di dati non è affatto trascurabile.

Se invece il portatile viene usato prevalentemente connesso alla rete elettrica, viene raramente trasportato (ovvero la probabilità che cada è molto bassa) e non c'è bisogno di elevate velocità di lettura e scrittura allora ha senso utilizzare come disco secondario un classico HDD elettromeccanico, costa meno, i tagli disponibili sono più ampi e grossomodo, seppur in senso assoluto un po più lentamente fa esattamente lo stesso lavoro.

PC Desktop fissi, workstation, server, AIO ed in genere dispositivi fissi che sono alimentati da rete elettrica

Il nostro consiglio generale per i computer fissi per uso ordinario è di adottare entrambi i tipi di dischi, ovvero usare un SSD di taglio medio per il sistema operativo ed almeno un disco elettromeccanico classico per i dati.

Questa detta sopra è sicuramente la regola generale che soddisfa la stragrande parte dei casi semplici ordinari, tuttavia ovviamente ci sono tantissimi casi diversi può essere importante o cruciale considerare bene ad esempio che tipo di SSD scegliere come disco primario e che tipo e quantità di dischi secondari scegliere.

Poiché in tutto questo processo di scelta ovviamente conta molto anche l'aspetto economico va subito detto che per quasi tutti i casi in cui la spesa complessiva non è assolutamente un problema i dischi SSD vanno quasi sempre bene.

Se invece la spesa deve essere ragionata o contenuta e/o ci sono speciali esigenze, ad esempio la necessità di frequentissime riscritture di grandi moli di dati o cancellazioni sicure di dati, allora non sempre gli SSD sono la soluzione ottimale.

Poiché la casistica è veramente vasta, sempre a partire dal presupposto che il disco di sistema sarà un SSD, che potrà essere di tipo SATA o di tipo NVMe indicheremo qui di seguito solo alcuni esempi generali, dopodiché a conclusione di questo articolo vederemo quali sono le differenze fra gli SSD SATA e gli NVMe.

Se si vuole un computer ad elevate prestazioni per applicazioni in cui non vi è necessità di leggere e scrivere frequentemente tanti dati sicuramente conviene puntare ad un ottimo SSD per il sistema operativo ed almeno un disco rigido classico HDD che magari sempre per risparmio può anche offrire prestazioni modeste, se non occorre tanto spazio e dunque il disco sarà di taglio piccolo o medio, ad esempio 256Gb, 512G od 1TB. anche la velocità in generale non sarà pessima, se invece occorre tanto spazio sarà invece meglio scegliere un disco HDD dalle prestazioni almeno discrete, ad esempio un disco con velocità di rotazione di almeno 7200 giri al minuto invece dei più economici a bassa velocità di rotazione.

Se con il PC si devono immagazzinare grandi quantità di dati, e magari questi devono essere letti e riscritti molto frequentemente nuovamente la soluzione economica consiste nell'adottare dischi HDD, ma in questo caso converrà puntare sui tipi ad alte prestazioni ed ad elevata velocità di rotazione di minimo 7200 Giri al minuto, meglio se 10000 giri/min, con elevate dotazioni di RAM cache, ad esempio 256MB o 512Mb, oppure meglio ancora si potrà considerare i dischi rigidi SSHD ibridi, questi ultimi sono dischi classici che montano integrati anche piccoli dischi SSD e/o elevate cache RAM che sfruttano per servire in lettura i dati più frequentemente utilizzati.

Un altro caso possibile è quello in cui si devono immagazzinare quantità non troppo elevate di dati e questi vanno soprattutto letti molto frequentemente, ma raramente modificati o scritti ex novo, in tal caso ai fini di poter reperire i dati molto rapidamente è conveniente usare dischi SSD, se lo spazio non è un problema e si vuole risparmiare ulteriormente è anche possibile acquistare un solo disco SSD sufficientemente capiente e dividerlo in partizioni, una sarà dedicata appunto al sistema operativo ed un altra o più partizioni saranno dedicate ai dati.

Non stiamo ad elencare altri esempi possibili, del resto con le informazioni già date non è difficile intuire cosa fare in altri scenari applicativi possibili, vediamo invece quali sono le differenze fra i dischi SSD SATA ed i dischi SSD NVMe

I dischi SSD NVMe comunicano con la scheda madre utilizzando un metodo dedicato questa tecnologia, pertanto sono in genere più veloci e prestanti dei normali SSD SATA.

I dischi SSD quando sono divenuti abbastanza economici da prendere piede sul mercato sono stati adattati alla tecnologia presente al momento, furono dotati dunque di un interfaccia SATA, questa tuttavia non è ideale per i dischi SSD, ovviamente funziona bene ed passaggio dati è molto più veloce se paragonato a quanto è possibile fare con i dischi HDD, ma questo risultato è dovuto praticamente solo alla maggior velocità del disco SSD stesso, non appunto del resto dell'elettronica SATA che come accennato non è ottimizzata per sfruttare appieno la tecnologia SSD.

È stata dunque sviluppata una nuova elettronica e relativo protocollo di comunicazione specifico per i dischi allo stato solido SSD, si chiama appunto NVMe, con questo nuovo sistema dunque non sol il disco di per se è più veloce, ma anche il metodo in cui vengono gestiti i flussi di dati permette velocità maggiori rispetto al sistema SATA.

In generale dunque come detto sopra i dischi SSD NVMe sono più veloci dei dischi SSD SATA, l'incremento di velocità non è banale, l’efficienza viene molto aumentata.

Il formato fisico del connettore scelto per l'installazione dei dischi SSD NVMe permette di risparmiare moltissimo spazio, al contrario della maggioranza dischi SSD SATA non hanno una scocca con stessa forma e dimensioni dei dischi HDD classici, inoltre non devono essere alimentati per mezzo di un cavo,  non avendo motori ed assorbendo poca corrente l'alimentazione viene fornita direttamente dal connettore unico con cui si collega alla scheda madre od all'adattatore che si usa secondo il caso.

I dischi SSD NVMe in genere sono disponibili nel formato M.2 ed hanno la forma di una piccola scheda elettronica larga 22m e dipendendo dal formato lunga 30mm, 42mm, 60mm, 80mm o 110mm, ovviamente più è lunga e più chip NAND può ospitare, ovvero offrire dimensioni di memoria di massa maggiori.

Per i sistemi server di alta fascia possono essere incapsulati in una scocca tipo quella degli HDD da 2,5", un po più spessa, questo formato si chiama U.2, la scocca che include la scheda elettronica funziona da dissipatore e permette di usarli in condizioni ambientali più critiche in presenza di maggior calore.

Nota bene, il formato M.2 può essere usato sia per i dischi SSD SATA che per i dischi SSD NVME, per cui quando acquisti un SSD in formato M.2 controlla se si tratta dell'uno o dell'altro tipo, la sola forma della scheda infatti non indica anche la tipologia.

Vedi qui di seguito delle illustrazioni esempio generiche di massima che mostrano quanto sono diverse le prestazioni delle tre tipologie generali dei dischi qui discussi.

Tempi di ricerca prim bit di dati tipici indicativi su dischi HDD , SSD e SSD NVMe tipici

I dischi SSD NVMe in circa 0,1 millisecondi possono giungere ad individuare un determinato dato, i dischi SSD SATA compiono lo stesso lavoro in poco più di 0,2 millisecondi mentre i dischi HDD necessitano di poco più di 2 millisecondi, la velocità dunque con i dischi NVMe è drasticamente più alta, tuttavia non dimentichiamo che stiamo parlando di millisecondi, lassi di tempo dunque in ogni caso non avvertibili da un essere umano.

Velocità trasferimento dati tipica con dischi generici di tipo HDD, SSD e SSD NVMe

Come si evince a colpo d'occhio i dischi SSD NVMe sovrastano i dischi HDD, ma superano di gran lunga anche i dischi SSD SATA, tuttavia diamo un po di attenzione anche ai dettagli, ad esempio per quanto riguarda il tempo di ricerca dei dati, è ovvio che 0,1 millisecondi necessari per un SSD NVMe è un tempo di attesa drasticamente minore di poco più di 2 millisecondi necessari ad un HDD, tuttavia per un essere umano la differenza fra le due misure è praticamente indistinguibile, diviene apprezzabile solo se misurata e valutata in maniera accumulativa in quelle situazioni in cui appunto molto frequentemente tali tempi sono impiegati, ovvero in quei casi applicativi in cui c'è costante ricerca di dati, allora sì che in tal caso a fine giornata se si misurano i tempi sarà possibile dire che grazie alla tecnologia NVMe si sono risparmiati ad esempio N minuti di tempo o più.

Idem dicasi per la velocità di trasferimento dei dati, qui la differenza è ancora più imponente e significativa, chiaramente percepibile ed apprezzabili con i nudi senso umani, tuttavia, nuovamente, chiediamoci se realmente il gioco vale sempre la candela, se ad esempio una persona come attività tipica col PC si limita ad accenderlo, avviare uno o due programmi che utilizza solitamente, e questi non fanno nulla del tipo aprire continuamente tanti e grandi file, trasferire e/o copiare grandi quantità di dati... alla fine dei salmi quanto tempo avrà veramente risparmiato?

Conclusioni

Quando si sceglie che PC comprare e che tipo di tecnologia deve contenere va bene tutto quanto c'è di meglio e più potente solo se la parte spinosa del prezzo non è un problema.

Se invece si vuole mantener un tetto di spesa basso ed al contempo non sentirsi male ed insoddisfatti sin prima ancora di aver acquistato il PC per soli motivi psicologici bisogna porre attenzione a questi dettagli e soppesare bene i pro ed i contro di ciascuna possibile soluzione contro il peso della spesa pecuniaria.

Se ad esempio è disponibile un ottimo PC usato con un disco HDD ad ottimo prezzo ed aggiungervi un SSD eleva il prezzo finale ad un livello che tolleri male, chiediti anche se quel SSD ti serve veramente in base a quel che normalmente fai col PC, se lo userai per semplice navigazione internet, controllare la mail, scrivere testi, vedere immagini e video, ascoltare musica o cose del genere, magari non in ambito professionale ma privato nel tempo libero, specialmente se magari il PC è dotato di un processore veloce, sufficientemente RAM ed una buona scheda grafica magari puoi benissimo tollerare di attendere un po di più per l'avvio del PC e dei programmi.

Al contrario nel caso estremo opposto, se sai di dover utilizzare il PC in ambiti applicativi, specialmente se in ambito d'uso professionale lavorativo, in cui lettura e trasferimento veloce dei dati sono cruciali, è inutile che ti arrovelli il cervello per cercare di spendere meno a tutti i costi, per evitarti sensi di disagio ed insoddisfazione prima e dopo l'acquisto semplicemente taglia la testa al toro, devi considerare di acquistare le tecnologie più costose e rapide , quindi ad esempio di adottare i dischi SSD NVMe od almeno i dischi SSD SATA, è ovvio che nel complesso il risparmio di tempo generale ti permetterà anche di ammortizzare più rapidamente l'investimento e ridurre lo stress generale durante il lavoro.

Postato su 14/03/2023 0 7

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